Mais 2.0 - Focus Sanità

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Mais: Ricerca in campo mirata alla sanità della granella

Videointervista a ​Kathrin Reuter, ex Marketing Responsible Italy and Greece di KWS Italia

«Nel cento di Ricerca di Monselice (Padova) KWS seleziona da anni le piante di mais più tolleranti alla malattie fungine tipiche degli ambienti della Pianura Padana, infatti oggi il catalogo KWS contiene diversi ibridi con questa caratteristica. Lavoriamo inoltre con diverse Università europee per allargare il nostro pool genetico con quello di ibridi tropicali, che sono naturalmente tolleranti alle malattie fungine perché provenienti da climi con pressione molto più alta di queste fitopatie».

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Mais, materia prima fondamentale per il suino

Videointervista a ​Matteo Rizzi, agronomo specializzato nella nutrizione del suino

Il mais è il pilastro dell’alimentazione del suino, sotto forma di granella per scrofe e suinetti o pastone, anche integrale, per la fase di ingrasso. Questa materia prima, che abbiamo la fortuna di poter reperire con facilità nei nostri areali, deve essere sana: DON, Zearalenone e fumonisine sono minacce serie per questi animali e quindi per la redditività dell’allevatore.

Contaminazioni elevate di DON spingono l’animale a rifiutare l’alimento, lo Zearalenone crea falsi calori nella scrofa e la fumonisina, considerata a torto meno dannosa per il suino, può essere causa di edema polmonare.

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Genetica ed ambiente: chiavi per la sanità del mais

Videointervista a Roberto Causin, fitopatologo dell’Università di Padova

Una delle possibilità di controllo della contaminazione da micotossine del mais viene sicuramente dal miglioramento genetico di questa pianta. Una sperimentazione pluriennale svolta dall’Università di Padova in collaborazione con KWS evidenza che gli ibridi testati in campo si sono distinti tra loro in modo significativo e due tra loro si sono distinti per un abbattimento della contaminazione da DON e fumonisine maggiore del 75% rispetto all’ibrido maggiormente colpito. Questa sperimentazione dimostra che è possibile la ricerca di un ibrido resistente alla contaminazione da micotossine.

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Agrotechniche e genetica per sanità e produttività del mais

Videointervista a ​Amedeo Reyneri, docente di colture erbacee presso l’Università di Torino

“Il mais è una coltura chiave per la nostra agricoltura ma è vittima di diverse problematiche che nelle ultime annate si sono acutizzate. Tra queste la più preoccupante è la contaminazione da micotossine, aflatossine e fumonisine in primis. Se le prime sono molto legate al clima, le seconde si ripetono ogni anno con diversa intensità. Le vie maestre per combattere queste problematiche esistono: agronomia e genetica. Ad esempio contenere gli stress idrici o puntare, in areali con scarsa disponibilità di acqua, sui cicli precoci e precocissimi possono rappresentare la strategia migliore dal punto di visto agronomico. La Ricerca, inoltre, dopo molti anni di sperimentazione sta iniziando ad individuare ibridi con una tolleranza al Fusarium, opportunità molto interessante per gli agricoltori”.

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